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Italia/Milano  
UNO-A Architetti Associati

Laterizio periurbano

Nel progetto residenziale di UNO-A Architetti Associati, realizzato nella periferia ovest di Milano, il rivestimento in mattoni faccia a vista si propone come uno degli elementi di connessione tra città e campagna, tra architettura urbana e insediamenti rurali

Il progetto di edilizia residenziale di UNO-A Architetti Associati, realizzato nel 2015 in un lotto alla periferia di Milano attraversato dalla via Lampugnano, affronta il tema dell’espansione urbana proponendo una contaminazione tra due differenti modelli insediativi. Da un lato quello basato su un’elevata densità che trova nell’adiacente quartiere Gallaratese un riferimento diretto; dall’altro quello fondato su una ricca articolazione tipologica e volumetrica, riconducibile agli insediamenti rurali presenti sul bordo urbano milanese, lungo una linea di confine dove città e campagna si confondono. In altre parole, viene proposto un progetto periurbano.
Questo obiettivo, perseguito unitamente a una originale interpretazione del tema della residenza unifamiliare, configura un intervento residenziale che ripropone alcuni caratteri tipici dell’abitare urbano ma che conserva anche la specificità insediativa della tradizione rurale, dove ogni edificio possiede una sua autonomia e gli spazi aperti si definiscono come luoghi della relazione tra queste diverse identità. Il progetto si basa sull’aggregazione di dodici case unifamiliari disposte su tre livelli con l’unica eccezione per l’edificio più a nord che presenta due alloggi: uno che si sviluppa al piano interrato e al piano terra e uno che si sviluppa al primo e al secondo piano. Al piano terra e al primo piano trovano posto le camere da letto, le cucine e i soggiorni che sono sempre direttamente in comunicazione con lo spazio aperto: al piano terra grazie alla presenza dei giardini privati, al primo piano mediante ampie terrazze e giardini pensili.
La disposizione e l’aggregazione dei volumi delle case, molto diversi dal punto di vista geometrico, permette la realizzazione di spazi interstiziali particolarmente adatti per soggiornare all’aperto. Gli accessi pedonali, carrabili e ciclabili avvengono da via Lampugnano attraverso spazi pubblici che all’interno dei lotti vengono condivisi tra le diverse unità abitative per poi diventare privati nelle aree di prossimità alle singole unità abitative. Questa successione configura una ricca articolazione spaziale resa ancor più interessante dalle ampie terrazze e dai giardini pensili su cui si affacciano gli ambienti del primo livello. Dal punto di vista costruttivo, il progetto si caratterizza per un tamponamento realizzato con una muratura interna in blocchi, uno strato isolante e un rivestimento esterno in mattoni faccia a vista. In una prima ipotesi progettuale, il rivestimento in mattoni risvoltava sulle falde senza soluzione di continuità andando a svolgere la funzione di manto impermeabile.
In fase esecutiva si è optato per una più tradizionale soluzione con manto in tegole.
Il basamento degli edifici si caratterizza per la presenza di un rivestimento in listelli di legno disposti verticalmente e colorati di bianco, grigio e beige, mentre i due piani in elevazione si distinguono per il rivestimento in muratura di mattoni faccia a vista di tonalità scura. Una particolare attenzione è stata riservata al tema delle aperture. In corrispondenza della fascia basamentale e delle terrazze del primo piano generose porte finestre consentono di realizzare fisicamente quella continuità ideale tra spazi esterni e spazi interni che costituisce il tratto distintivo dell’intero complesso. La forma e la dimensione delle finestre del piano superiore cambia invece in relazione all’esposizione e alla destinazione
degli spazi serviti, relazionandosi con il rivestimento in mattoni faccia a vista mediante una cornice intonacata bianca rispetto alla quale la finestra si posiziona di volta in volta in modo differente.

Andrea Campioli
Professore ordinario, Dipartimento di Architettura, Ingegneria delle Costruzioni e Ambiente Costruito, Politecnico di Milano.

 

 

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