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Italia/Ceggia  
Parisotto+Formenton Architetti

Eraldo Hub

Fondata nel 1947 su iniziativa di Eraldo Ferrante come merceria a Ceggia, in provincia di Venezia, l’attività avvia una lunga tradizione commerciale locale che nel tempo porta a trasformare lo spazio di vendita in un negozio di abbigliamento prima e successivamente in uno store. La continua crescita commerciale si consolida nel 2018 con la creazione dell’Eraldo Hub, concepito come spazio multiplo in cui far convergere le esigenze dell’espansione logistica con quella espositiva. Nel piccolo comune di Ceggia nell’ambito della città metropolitana di Venezia, con i suoi seimila abitanti, il nuovo complesso espositivo-logistico per la moda si inserisce come elemento di ricucitura in un tessuto urbano disomogeneo. Il contesto è quello di un’economia locale che ruota attorno ad alcune realtà industriali e commerciali come lo store Eraldo che sviluppa ed espande la vendita di prestigiose griffe internazionali e nuovi brand emergenti grazie ad una importante estensione verso il mercato dell’e-commerce, contribuendo al rilancio delle aree periferiche della città metropolitana di Venezia.

Lo studio Parisotto+Formenton degli architetti Aldo Parisotto e Massimo Formenton, attivo da oltre 25 anni e forte delle loro diverse esperienze in ambito architettonico con la realizzazione di spazi museali, commerciali, direzionali e residenziali, ma soprattutto grazie all’alta specializzazione maturata nel settore del retail con diverse collaborazioni per importanti aziende italiane e internazionali nel campo della moda e del lusso, ha progettato il nuovo Hub intorno ad un edificio preesistente caratterizzato da un volume semplice e austero, con tetto a capanna e manto di copertura in laterizio. Con un approccio coerente, rispettoso del contesto e attento al dettaglio, su un lotto a sviluppo irregolare l’innesto di quattro nuovi corpi di fabbrica rievocano, secondo una logica di ripetizione seriale, l’impianto volumetrico del corpo di fabbrica esistente, che viene recuperato e valorizzato attraverso l’inserimento di questi nuovi volumi che come elementi netti giustapposti e slittati tra loro creano, in continuità con la preesistenza una volumetria articolata, che cerca una nuova specifica relazione con l’intorno. La nuova architettura dialoga da un lato con l’elemento naturale del fiume che scorre parallelo, in un rapporto ancestrale con l’acqua che ritorna sempre nella conformazione e nella storia del territorio veneto e veneziano in particolare, e dall’altro con l’elemento antropico del centro abitato, al di là del corso d’acqua.

L’impianto planivolumetrico del nuovo sito e il suo carattere estetico rimandano a due ambiti distinti: da un lato la tradizione vernacolare con la forma architettonica archetipica ridotta alla sua componente essenziale e l’uso del mattone faccia a vista e delle coperture a falda in cotto (per l’edificio principale) che rimandano alla tradizione dei magazzini veneziani come quelli del Sale o delle Tese dell’Arsenale; dall’altro lato il richiamo del carattere industriale con gli innesti in cemento a vista e tetto in lamiera scarnificati di ogni elemento decorativo. E la forma basamentale del piano terra che assume il valore di fil rouge che con sapienza è al contempo cortina muraria con la funzione di recinto che caratterizza e definisce gli spazi pertinenziali con corti e patii del lotto irregolare. L’esploso assonometrico ben delinea la semplice ed efficace strategia di progetto: il basamento articolato, i semplici volumi seriali e la copertura a due acque. La contrapposizione tra la matericità del mattone faccia a vista con il rigore e l’austerità delle facciate lisce del cemento è interrotta nel prospetto principale da un’unica grande finestra quadrata in aggetto che traguarda il fiume e lascia percepire l’attività che si svolge all’interno dell’Hub. La serialità dei volumi che si percepisce in alzato configura in realtà in pianta una suddivisione degli spazi alquanto austera, imperniata sul blocco dell’edificio esistente che funge da vera e propria cerniera. I nuovi 

spazi riflettono il carattere industriale a doppia altezza con il rigore dei materiali che caratterizzano gli interni: pavimento industriale, soppalco in metallo verniciato nero e impianti a vista. A rompere questa austera connotazione la contrapposizione dello spazio a pianta libera posto in parallelo al fronte principale e rivolto verso il fiume: qui il muro faccia a vista in laterizio che caratterizza la parte basamentale degli esterni si ritrova anche nella parete interna, contribuendo a valorizzare gli usi specifici di questo ambito prettamente declinati alla parte espositiva. Pur trattandosi di un edificio privato per uso principalmente terziario, come spazio di lavoro, logistico ed espositivo, obiettivo comune della committenza e dei progettisti è l’impegno a lasciare un segno deciso, esteticamente composto e rispettoso del contesto, che possa valorizzare il territorio maltrattato in cui si inserisce: un approccio ambizioso che crede nell’architettura come valore pubblico. Secondo i progettisti “L’edificio non è un oggetto appartenente solo a chi lo commissiona o progetta, ma anche e soprattutto un bene per chi lo vive, lavorando al suo interno, o semplicemente lo vede, vivendo in prossimità; un valore che si manifesta nel tempo anche per tutta la comunità locale. Il vero ruolo sociale dell’architettura”.

Pasqualino Solomita

Architetto, PhD, libero professionista

 


Scheda tecnica

Oggetto: Hub logistico-espositivo
Località: Ceggia, Venezia 
Committente: Eraldo
Progetto architettonico: Parisotto+Formenton Architetti
Progetto strutturale: MB engineering
Progetto impiantistico: Studio Delta
Impresa di costruzione: Imea snc di Mario Artico 
Cronologia: 2016-2018
Superficie: 3080m
Costo: 1.600€ / m2
Fotografie: Paolo Utimpergher