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Italia/Gassino torinese  
F:L Architetti

Villa e azienda agricola

Gassino Torinese, piccolo comune della città metropolitana di Torino, è stata recentemente terminata sul pendio di una collina una singolare villa unifamiliare, che, oltre alle mansioni prettamente residenziali, assolve anche quelle di un’azienda agricola didattica.
Tramite la procedura di “sostituzione edilizia con ampliamento”, un preesistente fabbricato rurale degli anni Trenta senza particolari pregi architettonici è stato sostituito da un’architettura contemporanea che include al proprio interno l’abitare e il lavoro, il privato e il pubblico, due funzioni una volta contrapposte, ma ormai sempre più correlate e connesse tra di loro.
Il progetto, opera dei torinesi F:L Architetti per una famiglia composta da un’imprenditrice agricola, il marito e i tre figli, presenta due volumi con caratteri esterni distinti (sia della “tradizione” che della “contemporaneità”), uniti in un insieme architettonico casa-fattoria-scuola movimentato dall’angolo di unione non perpendicolare trai i due volumi, dalle diverse quote orografiche del terreno e dall’impiego di differenti materiali.
Un “organismo” i cui fronti esterni suggerirebbero, a prima vista, una separazione netta tra il privato e il pubblico, o tra il “preesistente” e il “nuovo”, ma la distribuzione planimetrica prescelta per disegnare i tre piani complessivi dell’edificio ci rivela che ci troviamo di fronte ad un’unica struttura armoniosa, caso mai suddivisa in due porzioni compenetranti: si tratta di un unico nuovo grande volume formato da parti corrispondenti a una villa moderna con biopiscina e all’archetipo di una cascina piemontese con l’aia. Il volume maggiore, in primo piano percorrendo la via d’accesso, è contraddistinto dall’abbondante utilizzo di mattoni (antigelivi, cotti ad alta temperatura) per il rivestimento delle facciate, dalla forma planimetrica ad “L” e dalla copertura a due falde, che alloggia un impianto fotovoltaico da 50 kW.
Il fronte principale, sud-est, presenta nella porzione più estesa un’immagine regolare interrotta da due lunghe continue strisce di
“scuri” in legno che lo attraversano orizzontalmente, corrispondenti alle finestre (tre singole camere da letto e zona giuoco, al primo piano) e agli accessi ai locali retrostanti del piano terra; al livello interrato, invece, è stata situata l’entrata a una grande autorimessa.
Ravviva tutto il prospetto il secondo “braccio” della “L”, più corto e leggermente sopraelevato rispetto al terreno.
Anch’esso in mattoni antigelivi, posati a corsi sfalsati, richiama come immagine, per la forma del tetto spiovente e la tessitura a griglia dei mattoni, gli edifici antichi delle campagne piemontesi.
Al suo interno troviamo, al piano terra, un grande locale adibito alle funzioni di cucina-pranzo, distinto da un’unica grande vetrata
prospicente la vallata e arretrata rispetto al bordo esterno della copertura, la zona centrale del doppio ingresso (da sud-est e da nord-est) e il locale soggiorno a tutta altezza, illuminato da piccoli oblò di vetro posizionati sulla porzione in mattoni del fronte nord-est.
Un secondo volume – alto soltanto un piano rispetto alla quota del piano terra del resto dell’edificio e caratterizzato dal colore bianco
del cemento a vista dipinto – si innesta nel volume in mattoni a circa metà del fronte nordest (di fianco al portale d’entrata), stabilendo un nuovo orientamento desunto, a sua volta, dall’orografia del terreno.
In realtà, questa parte dell’edificio contiene un ulteriore livello sottostante, rivestito esternamente in mattoni, adibito alle funzioni di limonaia e di laboratorio di ricerca sulla permacultura, a cui si accede direttamente dall’esterno, mentre la copertura piana è stata attrezzata a verde; invece, il suo piano alto ospita sostanzialmente una camera da letto matrimoniale molto grande, con i relativi servizi, che si affaccia su una vasta terrazza contenente una biopiscina, che “utilizza esclusivamente materiali naturali per il suo funzionamento e il filtraggio dell’acqua, funge anche da riserva idrica per l’acqua piovana da utilizzarsi per le esigenze dell’azienda agricola”.
Inoltre, le funzioni di riscaldamento sono operate da generatori elettrici (pompa di calore, idro-termocamino a legna, pannelli radianti, piastre a induzione, ecc.) collegati domoticamente all’inverter dell’impianto fotovoltaico; infine, “notevole attenzione è stata dedicata al tema idrico, sia nel contenimento dei consumi che nel recupero delle acque piovane e di scarico”.

Igor Maglica
PhD, Architetto e giornalista


Scheda tecnica

 

Oggetto: Villa e azienda agricola
Località: Collina di Gassino Torinese (TO)
Progetto architettonico: F:L Architetti
Team di progetto: Fabrizio Caudana, Luca Maria Gandini, Alberto Minero, Carlotta Gerenich
Progetto strutturale: ing. Giovanni Vercelli
Geologo: dott. Giuseppe Genovese
Rilievi e tracciamenti: geom. Davide Bianco
Progetto impianto elettrico: Viktor Boetti di ETA progetti
Progetto impianto termico: Fabio Bonada di Flecchia & Partners
Superficie del sito: 1.000 m2
Superficie edificata: 370 m2
Cronologia: febbraio 2018 – febbraio 2020 (inizio – fine lavori)
Impresa: Biemme costruzioni
Impianto elettrico: C-Zeta
Impianto termoidraulico: Edilmartin