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Italia/Venezia  
depaolidefranceschibaldan architetti

Laterizio rurale

Il laterizio conforma un edificio in continuità con il paesaggio naturale e agricolo circostante e con l’architettura vernacolare locale, seppur reinterpretata in chiave contemporanea. Ne risulta un volume discreto e integrato nel contesto, matericamente in armonia con il terreno su cui sorge

Lo studio depaolidefranceschibaldan architetti ha realizzato un progetto misurato e calibrato, rispettoso del paesaggio naturale e agricolo circostante ma caratterizzato da una volumetria rigorosa e un accurato studio tettonico della forma, memore delle architetture tradizionali locali ma capace al tempo stesso di esprimere la contemporaneità.
Le scelte di progetto si basano sulla definizione di un volume essenziale, monolitico, puro, “minerale” grazie alla scelta del laterizio, con piccole azioni di modulazione. Il volume prismatico viene scavato dai pieni e vuoti per la realizzazione delle finestre, dell’atrio di ingresso e del portico del soggiorno verso il paesaggio.
Inoltre, la rigorosità del volume puro viene smorzata dall’inclinazione delle falde della copertura. Tutti questi elementi costituiscono gesti decisi, sottolineati anche da un cambio materico e di tonalità rispetto al prevalente laterizio chiaro, tramite l’uso del colore scuro per gli imbotti delle finestre, per il manto di copertura, per le scossaline di attacco a terra e di coronamento. Allo stesso tempo si tratta di elementi calibrati, grazie alla scelta di forme semplici e pulite.
Per definire il volume, vi è stato un accurato studio delle tipologie edilizie tipiche della campagna veneta: in particolare si è optato per una rivisitazione della “casa bracciantile” ad un unico livello, che iniziò diffondersi a inizi Ottocento, e del “palazzetto”.
Dal punto di vista costruttivo, le case bracciantili sono caratterizzate dall’assenza di decori e ornamenti superflui, sono cioè prive di cornicioni di gronda e cornici lapidee negli imbotti, e connotate da mattoni faccia a vista nelle murature esterne, a volte utilizzati crudi, e di spessore di “mè∫a piéra” (una testa di mattone). Il tema del mattone faccia a vista viene dunque ripreso.
Dalla tipologia a “palazzetto” è stato invece ripreso il tetto a padiglione, adattandolo alla forma allungata del fabbricato dettata dalla geometria del lotto. Ne deriva una copertura a quattro falde asimmetriche, che si distacca dal volume in laterizio anche per il cambio materico.
L’architettura vernacolare viene ripresa anche nelle forme delle forometrie lungo il lato sud, che richiamano le “gelosie” tipiche degli edifici rurali veneti.
La scelta della matericità del volume in laterizio, oltre a un legame con l’architettura del luogo, si lega anche alla terra e alla natura. Il particolare trattamento conferisce una colorazione in continuità con il terreno circostante, in modo da quasi mimetizzare e mitigare l’impatto visivo dell’edificio. La scelta della lavorazione del paramento murario esterno in mattoni faccia a vista con scialbatura di calce deriva anche dalla ripresa dei tradizionali muri di cinta tipici delle zone circostanti.
Il progetto è dunque un gioco di rimandi alla tradizione, sapientemente reinterpretati con linguaggio contemporaneo, ottenendo spazi funzionali e comfortevoli, in equilibrio armonico con il contesto naturale.

Monica Lavagna,
Professore Associato Dipartimento ABC Architettura, ingegneria della costruzioni e ambiente costruito, Politecnico di Milano



 

 

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