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Tra storia e tecnica. L’uso del laterizio nella torre della Reggia Quisisana

Una lettura incrociata di fonti dirette e indirette relative alla torre colombaia della Reggia Quisisana a Castellammare di Stabia (NA) ha permesso di datare il palinsesto costruttivo dell’edificio: l’uso del laterizio ha costituito il filo di una narrazione inedita dell’evoluzione della torre da baluardo difensivo a spazio abitativo

La narrazione della tecnica costruttiva
La torre colombaia del parco monumentale del Palazzo Reale di Quisisana a Castellammare di Stabia deve la sua denominazione alla caratteristica forma architettonica dell’ultimo livello che, unico ad essere realizzato in ricorsi di tufo e laterizi, presenta i tipici fori allineati utilizzati fin dal Medioevo per l’allevamento dei volatili. Tale destinazione d’uso, tuttavia, deve aver caratterizzato solo una breve fase della storia della torre, dal momento che la documentazione d’archivio e l’iconografia disponibile,
nonché l’analisi diretta sul manufatto, testimoniano un uso della stessa destinato, quasi ininterrottamente, a scopi residenziali.
Lo studio che qui si presenta ha inteso operare un inedito confronto tra fonti indirette – documentazione archivistica reperita presso l’Archivio di Stato di Napoli e l’Archivio Storico Comunale di Castellammare di Stabia, vagliata per la prima volta - e fonti dirette – un rilievo effettuato con tecniche e strumenti innovativi (drone e laser scanner 3D) – determinando un avanzamento delle conoscenze relative alle fasi storiche dell’edificio che hanno determinato l’attuale palinsesto della piccola, ma assai stratificata, torre colombaia...